Riconnettere l’umano: l’importanza del Counseling nel contesto moderno
Dalla frenesia della prestazione alla riscoperta dell’autenticità e della relazione
di Fabio Artigiani
Da dove nasce il profondo disagio che la nostra epoca si porta appresso? E in che modo si articola il drammatico divario generazionale tra adulti e giovani, spesso bloccato tra incomprensione e disadattamento?
Se miriamo la nostra lente d’ingrandimento socio-culturale indagando i concetti di tempo, identità e relazione, appare evidente quanto sia urgente riavvicinare il mondo degli adulti e quello dei giovani.
Ai primi è richiesta una presa di coscienza e di responsabilità rispetto all’eredità emotiva e sociale che stanno lasciando; i secondi tentano di comunicare il proprio malessere attraverso il rifiuto, la protesta o la dissacrazione, intesi come estrema difesa di un’autenticità repressa da stili di vita individualistici e isolati.
In quest’era definita da più parti “decadente”, la creatività, l’ideologia e il trascendente vengono abbandonati per far spazio alla banalizzazione, alla serializzazione, al consumismo e all’ostentazione dell’immagine.
Questa deriva favorisce la nascita di identità effimere e illusorie, ampliando la spaccatura tra reale e irreale e proiettando l’esistenza verso un egoismo cinico che lascia sempre meno spazio all’empatia e alle emozioni.
È proprio in questa fenditura sociale che il Counseling si rivela non soltanto un supporto personale, ma un vero e proprio presidio etico, politico e relazionale indispensabile per il mondo moderno.
Darsi un tempo: la risposta alla frenesia della prestazione
Uno dei mali più acuti del nostro secolo è la corsa spasmodica alla prestazione ottimale — sul lavoro, nei sentimenti, nella rete sociale.
Inseguiamo un successo e un’accettazione superficiali che nutrono il nostro ego oltre i limiti della salute, mentre la cura dell’immagine e dell’apparire sottrae spazio al sentire e all’essere.
Il risultato è il moltiplicarsi di tratti narcisistici, vuoti affettivi e forme di difficoltà nel riconoscere ed esprimere i propri vissuti emotivi.
Anche l’accelerazione tecnologica gioca un ruolo cruciale: la velocità con cui evolvono i dispositivi crea una profonda discrepanza con i tempi evolutivi della psiche umana, la quale necessita di calma per assimilare ed elaborare.
Le innovazioni e i ritmi serrati finiscono per accelerare le nostre vite, lasciandoci paradossalmente con sempre meno tempo a disposizione per la riflessione e la cura interiore.
Il Counseling interviene qui come un’opportunità di arresto e riallineamento: offre al cliente lo spazio per “darsi un tempo”, permettendogli di ritrovare il proprio centro e di fondare la stima di sé non su un “agire” prestazionale, ma sul valore primario del proprio “essere”.
L’altro come habitat e la perdita dei simboli
L’habitat primario dell’uomo è l’uomo.
L’altro diverso da noi è il cardine della nostra autonomia: noi siamo ciò che siamo a patto che gli altri ci riconoscano come tali all’interno di uno scambio autentico.
Quando questo confronto viene meno, l’identità scivola in un’autoreferenzialità illusoria e sterile.
Un tempo la trasmissione delle coordinate emotive avveniva attraverso la narrazione simbolica dei racconti condivisi e delle tradizioni popolari, che offrivano un cuscino di protezione emotiva e un vero e proprio cuscinetto psicologico contro le frustrazioni della crescita.
Oggi l’uso solitario e precoce di schermi e prodotti mediatici usa-e-getta tende a svuotare di significato questi simboli, sostituendoli con modelli rigidi e confezionati.
Ciò inaridisce lo spazio simbolico della coscienza e crea una distorsione tra la mappa interiore dei desideri e le strategie reali per realizzarli.
Antropocene: per una sensibilità ecologica profonda
Allargando lo sguardo, l’era attuale viene definita l’era dell’impronta umana sul pianeta, in cui la nostra specie rischia di lasciare un segno devastante sull’ambiente.
L’inquinamento e il surriscaldamento globale non sono che il riflesso esteriore dell’inquinamento emotivo e della disconnessione interiore dell’uomo moderno.
Il Counseling moderno non può prescindere da una sensibilità ecologica profonda.
Riconnettersi con l’ambiente naturale ha un valore formativo e salutogeno straordinario.
Riscoprire questa relazione con la natura ridona all’uomo la sensazione di fare parte di un tutto, alleviando il senso di solitudine e la paura del futuro.
La responsabilità di costruire percorsi
Diventare se stessi e realizzare il proprio percorso di individuazione significa non arroccarsi nella propria identità egoica, ma aprirsi all’altro e alla propria dimensione più profonda.
In una società che spinge all’isolamento, la professione del Counselor equivale al lavoro faticoso di chi aiuta gli altri a costruire le proprie strade.
Non si tratta di offrire ricette preconfezionate, ma di fornire gli strumenti interni affinché ciascuno possa riscoprire la propria autenticità.
La grande responsabilità di chi lavora nella relazione d’aiuto è fare della propria presenza un’occasione di ascolto e vicinanza, affinché l’altro possa finalmente sentirsi riconosciuto e libero di fiorire, di responsabilizzarsi, di prendere il proprio posto nel mondo.


